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Paesi della provincia di Catanzaro

Falerna

 

 

 

 

 

Falerna è un piccolo comune della provincia di Catanzaro, adagiato a 550 mt  s.l.m. sulla sponda tirrenica della Calabria, alle pendici del Monte Mancuso.

Il piccolo centro abitato nacque, presumibilmente, nei primi anni del Seicento, e si sviluppò a seguito del terremoto del 1638, che distrusse ampie zone della Calabria.
Il villaggio costituito da tre frazioni; Falerna, Castiglione Marittimo e Falerna Marina, si sviluppò in una posizione elevata rispetto all’antico Principato di Castiglione, dove i conti D’Acquino riunirono pastori e agricoltori provenienti dai territori vicini, incentivando la formazione di un nuovo agglomerato urbano. 

Castiglione Marittimo, anticamente conosciuto col nome di Castel Leone, sorse durante la dominazione normanna, attorno al castello di cui oggi rimangono solo dei ruderi, ma che in passato rappresentò per secoli il nucleo centrale dell’antico borgo. Attorno ad esso sorsero le costruzioni civili, che diedero vita ad un percorso circolare che attraversa anche la piazza, da dove si può godere di una magnifica vista panoramica sul mare. Nella parte alta del borgo sorge la chiesa  di Sant’Antonio Abate e San Francesco di Paola, che dall’alto della sua posizione, domina l’intera valle, offrendo una spettacolare veduta del paese. Da qui lo sguardo può spaziare fino alla punta di Capo Vaticano, passando dall’azzurro del mare ai colori vivaci tipici della macchia mediterranea.

Incamminandoci all’interno del centro urbano di Falerna, possiamo ammirare Palazzi di una certa valenza, antiche dimore nobiliari che tutt’oggi mostrano il loro fascino, nei portali in pietra e nelle ringhiere in ferro battuto.

Tra gli edifici di culto la più interessante è sicuramente:

 - La Chiesa Patronale, dedicata a San Tommaso d’Aquino, risalente alla fine del XV sec, si presenta ad unica navata, con due cappelle laterali. In quella di sinistra possiamo ammirare un magnifico affresco raffigurante il cenacolo, e un tabernacolo di pregiato valore artistico. Sull’altare maggiore troneggia la statua del patrono San Tommaso. La chiesa è stata più volte rimaneggiata in seguito ai vari terremoti che hanno colpito la zona tra il 1600 e i primi del ‘900.

Nel borgo vi è anche un’altra costruzione sacra:

 - La Chiesa della Madonna del Rosario, edificata in epoca settecentesca quale sede della Congregazione del Santissimo Rosario. Essa si presenta a pianta rettangolare con l’abside semicircolare e finestre bifore.

Poco fuori dal centro abitato sorge

 - La Chiesetta della Provvidenza, risalente alla fine del 1800, venne costruita per volere di un artigiano del luogo, Nicola Notarianni, in seguito alle apparizioni della Madonna, probabilmente sopra una piccola cappella di epoca Bizantina già esistente. La chiesetta, rimasta per lunghi periodi abbandonata a se stessa, è stata ristrutturata varie volte, e solo di recente è stata riportata all’antico splendore. 

Lungo la strada che conduce da Falerna a Nocera Terinese, si intravede ancora

Il Convento Agostiniano di Campodorato, di cui oggi rimangono solamente i ruderi della mura di cinta. Venne costruito all’inizio del 1500 per volere del Beato Francesco da Zumpano. La struttura, sorgeva in una zona poco lontano da Castiglione, in un luogo tranquillo e adatto al ritiro dei monaci ed era costruita similmente ad una fortezza, con cinta muraria e terreno boschivo intorno. Esso svolse un ruolo fondamentale nella vita della zona, contribuendo a migliorare sia culturalmente che morfologicamente il territorio circostante. A seguito del terremoto del 1783, che lo danneggiò gravemente, il Convento venne abolito con decreto Borbonico.

In località Pian delle Vigne, dove è stato costituito il Parco archeologico, possiamo ammirare i resti di una villa romana risalente al I-II sec D.C., dove sono ancora visibili i ruderi degli impianti per la produzione vinicola ed olearia, e di un impluvium, che serviva per la raccolta dell’acqua piovana all’interno di una cisterna sotterranea. 

Spostandoci verso il litorale, troviamo la Torre di Rupe, detta oggi Torre Lupo, posta su una rupe a strapiombo, dalla quale domina l’intera costa. La torre, risalente al XV sec, si sviluppa a forma di cono tronco ed era utilizzata, come tutte le altre della zona, per l’avvistamento delle navi Turche, che in quel periodo terrorizzavano il Sud Italia.

Il monumento ai caduti, posto in un punto panoramico da cui si può ammirare lo splendido mare sottostante, è costituito da una scultura in granito locale, che raffigura una mamma con due bambini in braccio, realizzata dallo scultore Santo Cardamone. L’opera poggia su un basamento in pietra su cui sono affisse tre targhe; una dedicata ai Caduti sul lavoro, una riporta alcuni versi della poesia “I partenzari” (Gli emigranti) del poeta locale Giovanni Villella, e una con l’elenco dei Falernesi morti nella miniera di Darr, in Pennsylvania nel 1907.

Il territorio di Falerna, che si estende dal mare fino ad un’altezza di 1328 mt s.l.m., ospita una ricca vegetazione composta da piante di ulivi, sugheri, lecci e vigneti fino all’altezza del nucleo urbano di Falerna, mentre salendo troviamo: faggi, ontani, querce e castagni fino ad arrivare alle conifere. La zona costiera si estende per circa 5 km, con spiagge di sabbia e ghiaietta, ed un mare azzurro e cristallino, dove accarezzati dal vento tipico di questa zona si può praticare la vela e il windsurf.

 

La festa patronale si svolge il 7 marzo, in onore a San Tommaso d’Aquino. 

 

NG

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